Come si cura l'epicondilite ?

 

A cura del Dott. Giuseppe Palumbo

 

 

L’epicondilite laterale o “gomito del tennista” o “tennis elbow” per gli anglosassoni rappresenta un evenienza frequente e molto fastidiosa per chi pratica sport ( specie tennis, golf e scherma ) ma anche in relazione a particolari attività occupazionali o ricreative ( come artigiani, casalinghe, collaboratori domestici, giardinaggio, parrucchieri ecc. ).

Il dolore è localizzato alla faccia esterna del gomito e s’irradia di solito distalmente verso l’avambraccio; compare tipicamente nell’eseguire solo determinati movimenti e risente ben poco della terapia con farmaci antinfiammatori.

L’epicondilite è dovuta ad un danno a carico dei tendini degli estensori del polso e delle dita a livello della loro inserzione prossimale, cioè sull’epicondilo omerale laterale, da cui deriva appunto il nome.

E’ una patologia infiammatoria e degenerativa secondaria ad un singolo trauma o più frequentemente a ripetuti microtraumi locali, con alcuni aspetti che fanno presupporre anche una predisposizione individuale. Colpisce ugualmente maschi e femmine prevalentemente tra i 30 e i 50 anni, più gli atleti dilettanti e amatoriali che professionisti e semiprofessionisti.

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La diagnosi è soprattutto clinica anche se esame radiografico e ecografico possono talvolta fornire ulteriori informazioni e indicazioni sulla alterazioni anatomopatologiche locali (edema, calcificazioni, degenerazione o microlesione tendinea ). Altre volte gli esami strumentali possono essere utili a fare diagnosi differenziale con altre patologie come compressioni nervose, cervicobrachialgie, osteondriti ecc.

Il trattamento si basa sul riposo attivo, sul controllo del dolore e dell’infiammazione (ghiaccio, antinfiammatori, tutori ). In passato è stato fin troppo abusato di iniezioni locali di cortisonici di cui abbiamo avuto modo di conoscere gli effetti collaterali immediati e ritardati e quindi fortunatamente oggi quasi del tutto abbandonate.

Attualmente la possibilità di trattare l’epicondilite con le onde d’urto ha completamente modificato l’approccio a questa malattia, permettendo di solito una rapida attenuazione del dolore (in genere dopo 2-3 sedute a distanza di 5 giorni) ed una precoce rieducazione funzionale che prevede esercizi di stretching, rinforzo muscolare isometrico ed eccentrico prima e successivamente concentrico, fino al progressivo ritorno alla attività sportiva specifica, con particolare attenzione all’impugnatura e alla corretta esecuzione del gesto atletico.

 

EFFETTI DELLE ONDE D’URTO

 

Incremento del metabolismo e della microcircolazione
Neovascolarizzazione dei legamenti
Diminuzione della tensione muscolare

Terapia ad Onde D’urto a Gravina di Catania Via San Paolo 96/A Tel. 095 7446013

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